Le Carte del Restauro, le linee guida per i progetti
Dal dibattito intellettuale che alla fine del 1800 ha caratterizzato il mondo del Restauro sono nate le Carte del Restauro, dei documenti redatti allo scopo di dettare alcune linee guida per i progetti di restauro, tra di esse la prima carta italiana venne redatta nel 1883 a conclusione del Congresso degli Ingegneri e degli Architetti convocato per lo stesso anno.
Successivamente sono state redatte la Carta di Atene nel 1931 dalla Conferenza Internazionale di esperti per la protezione e conservazione dei monumenti promossa dalla Società delle Nazioni, la Carta Italiana del Restauro nel 1932 recepita dal Consiglio Superiore di Antichità e Belle Arti, la Carta di Venezia (The Venice Charter) del 1964 realizzata a conclusione del Congresso Nazione degli architetti e dei tecnici dei monumenti storici, la Carta del Restauro del 1972 promossa da Cesare Brandi per conto del Consiglio Superiore di Antichità e Belle Arti (ma rivolta essenzialmente ad opere di pittura e scultura), la Carta Italiana del 1987 realizzata in seguito al Convegno del 1985 coordinato da Paolo Marconi e promosso dal C.N.R. e dal Ministero dei Beni Culturali.
Di particolare interesse è la Carta di Amsterdam del 1975 la quale ha introdotto il concetto di “conservazione integrata” inteso come “risultato dell’uso congiunto della tecnica del restauro e della ricerca di funzioni appropriate”, la definizione di questo pensiero ha portato alla redazione di particolari linee guida di un programma di intervento che tenga conto del costruito, della tutela e della valorizzazione del contesto ambientale, della rivitalizzazione di attività produttive tradizionali e dell’inserimento di nuove.






