Restauro tra conservazione e trasformazione
La locuzione restauro architettonico, in senso generale, si riferisce all’insieme delle riflessioni, degli interventi e delle norme che riguardano la tutela del patrimonio architettonico, in particolare con il termine restauro architettonico si intende l’insieme delle posizioni teoriche e degli atteggiamenti operativi che concepiscono l’intervento sull’opera come riparazione dei guasti prodotti dal tempo e dall’incuria e ripristino di una conformazione.
Soltanto nel secolo successivo, il XIX, il restauro architettonico ha perso il suo carattere di astrattezza per guadagnare una consapevolezza e una trattazione teorica in grado di indicare con sicurezza gli interventi da attuare per mantenere inalterata l’importanza dei monumenti intesi come testimonianza storica.
Tra le figure professionali in quegli anni ebbe un ruolo fondamentale Eugène Emmanuel Viollet-le-Duc, egli è stato il primo architetto ad opporsi alla semplice “conservazione” dell’opera architettonica, per lui “restaurare un edificio, non è solo mantenerlo, ripararlo, o ricostruirlo, è riportarlo ad una condizione completa che potrebbe non essere mai esistita”, particolarmente significativo anche ai fini accademici è stato il suo intervento, eseguito in collaborazione con P. Boeswillwald tra il 1844 e il 1910, nella città francese di Carcassonne, la quale abbandonata e caduta in rovina dopo il trasferimento della provincia di Rossiglione alla Francia è stata completamente restaurata dall’architetto francese.
Per Viollet-le-Duc è esistita una distinzione netta tra il progetto di architettura e quello di restauro, per quest’ultimo il professionista non può prescindere dalla conoscenza storica dell’edificio e dell’intera regione in cui ricade il manufatto e delle tecniche costruttive storiche. I suoi interventi e i suoi scritti, in particolare citiamo il “Dictionnaire raisonné de l’architecture francaise du XI au XVI siècle”, costituirono e costituiscono ancora oggi un punto di riferimento per molti architetti che operano nel campo del restauro.
Alle idee e ai principi di Viollet-le-Duc si contrappongono completamente quelli di John Ruskin il quale ha teorizzato un modello romantico di restauro conservativo che alterasse il meno possibile i monumenti e che doveva mostrare, e non nascondere, i segni del tempo, l’architetto inglese ha paragonato l’opera architettonica ad un essere vivente dotandola di quello che è possibile definire un “ciclo vitale” costituito dalla nascita (la costruzione), la vita (il normale utilizzo) e la morte (il crollo).
Le immagini sono tratte da Wikipedia.





